llms.txt: cos'è, come si scrive e se serve davvero al tuo sito
Guida pratica al file llms.txt: a cosa serve, come si scrive, dove va messo e cosa dicono davvero le aziende di AI sul suo utilizzo. Con esempio completo.
Se ti occupi del tuo sito da qualche mese, probabilmente hai già visto passare il nome. Un file di testo da mettere nella cartella principale del sito, che serve a spiegare agli assistenti AI di cosa parla il tuo sito. Si chiama llms.txt e sta girando molto.
La parte difficile è capire se serve o se è solo l'ennesima cosa da fare senza ritorno. Questa guida risponde a entrambe le domande, compresa quella scomoda.
Cos'è, in pratica
llms.txt è un file di testo in formato Markdown che metti nella radice del tuo dominio, quindi raggiungibile all'indirizzo tuosito.it/llms.txt. Dentro ci scrivi un riassunto pulito del tuo sito: cosa fai, quali sono le pagine importanti, cosa deve sapere chi legge.
Il destinatario non è una persona. Sono i modelli linguistici, quelli dietro ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity, che quando cercano informazioni su un argomento devono capire in fretta se il tuo sito contiene qualcosa di utile.
La proposta arriva da Jeremy Howard, di Answer.AI, che l'ha pubblicata a settembre 2024. L'idea di partenza è ragionevole: una pagina HTML moderna è piena di menu, banner, script, widget di consenso cookie e componenti che servono al browser ma disturbano un modello che sta cercando di estrarre il senso del contenuto. Un file di testo pulito taglia il rumore.
Come si scrive
Il formato è volutamente semplice. Un titolo H1 con il nome del sito, un riassunto tra virgolette a blocco, poi delle sezioni con elenchi di link e una breve descrizione per ciascuno.
Ecco un esempio per un'attività reale, un centro estetico:
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Esiste anche una variante chiamata llms-full.txt, che invece del riassunto contiene il testo completo delle pagine principali. Serve a chi ha documentazione tecnica lunga e vuole darla in pasto ai modelli senza farli navigare pagina per pagina. Per un'attività locale non ha molto senso.
llms.txt e robots.txt fanno due cose diverse
Qui nasce parecchia confusione, anche perché i nomi si somigliano e stanno nella stessa cartella.
robots.txt è un file di permessi. Serve a dire ai crawler dove possono andare e dove no: blocca una cartella, esclude un percorso, limita un bot specifico. Parla di accesso, ed esiste dal 1994 con una specifica che tutti i motori di ricerca seri rispettano.
llms.txt è un file di contenuto. Non blocca e non autorizza niente. Dice cosa c'è nel sito e dove trovarlo, in una forma comoda da leggere per un modello linguistico.
Il che significa che l'uno non sostituisce l'altro e non entrano in conflitto. Se vuoi impedire a un crawler AI di leggere il tuo sito, il posto giusto è robots.txt, con le regole per gli user agent specifici (GPTBot per OpenAI, ClaudeBot per Anthropic, Google-Extended per l'addestramento di Gemini). Se invece vuoi aiutare quei crawler a capire meglio quello che leggono, il posto è llms.txt.
Vale anche la considerazione inversa, che a qualcuno serve: se hai bloccato i crawler AI in robots.txt perché non vuoi che i tuoi contenuti finiscano nei modelli, scrivere un llms.txt accurato non ha molto senso. Stai mettendo un cartello indicatore davanti a una porta che hai chiuso a chiave.
Il punto che quasi nessuno scrive
Qui arriva la parte onesta, ed è il motivo per cui vale la pena leggere fino in fondo prima di mettersi al lavoro.
Nessuna delle grandi aziende di AI ha confermato pubblicamente di leggere llms.txt. Né OpenAI, né Anthropic, né Google. Non è uno standard approvato da un consorzio, non è nella documentazione ufficiale di nessun crawler, non c'è una specifica che i provider si sono impegnati a rispettare. È una proposta di un ricercatore che ha preso piede nella comunità perché l'idea piace, non perché qualcuno l'abbia adottata formalmente.
Da Google sono arrivati commenti piuttosto tiepidi, con il paragone al vecchio tag meta keywords: un file che il proprietario del sito compila da sé, dicendo di sé stesso quello che gli conviene, senza che nessuno lo verifichi. Come segnale di ranking sarebbe facilissimo da manipolare, e i motori di ricerca hanno imparato a diffidare di tutto ciò che è auto-dichiarato.
Quindi la risposta alla domanda "mi fa guadagnare visibilità sull'AI?" oggi è: non lo sappiamo, e chi ti dice il contrario sta andando oltre i fatti.
Perché farlo comunque
Detto questo, ci sono tre motivi concreti per cui vale i venti minuti che costa.
Il primo è il rapporto tra costo e rischio. Venti minuti di lavoro, zero euro, nessun effetto collaterale possibile. Non rallenta il sito, non confonde Google, non rompe niente. Se domani i provider iniziano a leggerlo, ce l'hai già. Se non lo fanno, hai perso venti minuti.
Il secondo è che scrivere quel file ti costringe a un esercizio utile a prescindere. Devi condensare cosa fai, quali sono le tue pagine importanti e cosa deve sapere un estraneo, in poche righe senza fronzoli. La maggior parte delle persone scopre in quel momento che la propria homepage non dice chiaramente in quale città lavora, o che non c'è una pagina con i prezzi. Il file è una diagnosi mascherata da task tecnico.
Il terzo è che il testo che scrivi dentro llms.txt è riutilizzabile subito, indipendentemente da chi lo legge. Quel riassunto va bene per la meta description della homepage, per la scheda Google Business, per la bio dei social, per il testo di presentazione che mandi a un giornalista locale. Lo scrivi una volta e lo usi in cinque posti.
Cosa fare invece, se hai tempo limitato
Se devi scegliere dove mettere le energie per farti trovare dagli assistenti AI, llms.txt non è la prima voce della lista. Le cose che sappiamo con certezza contare sono più noiose.
I contenuti in HTML leggibile, senza testo importante intrappolato dentro immagini o caricato solo via JavaScript, contano di più. I modelli leggono quello che riescono a estrarre dalla pagina, e una pagina che mostra i prezzi solo dentro un PDF o un'immagine è invisibile.
I dati strutturati contano di più. Lo schema LocalBusiness con indirizzo, orari e telefono è un formato che Google usa e documenta da anni, e che i sistemi generativi leggono davvero. Un'ora spesa lì rende più di un'ora spesa su llms.txt.
Essere citato da fonti esterne conta di più di tutto il resto. Gli assistenti AI attingono da directory di settore, portali locali, testate, recensioni. Se il tuo nome compare su PagineGialle, sulla stampa locale e su una piattaforma di recensioni, hai molte più probabilità di essere nominato in una risposta generata rispetto a chi ha solo il proprio sito, per quanto ben scritto sia il suo llms.txt.
Come verificarlo
Dopo averlo caricato, apri tuosito.it/llms.txt nel browser. Devi vedere il testo, non un errore 404 e nemmeno un download automatico. Se il file scarica invece di mostrarsi, il server sta dichiarando il tipo di contenuto sbagliato: chiedi a chi gestisce l'hosting di servirlo come text/plain.
Controlla poi che il tuo robots.txt non lo stia bloccando. Sembra assurdo, ma succede: una regola scritta per bloccare una cartella intera finisce per coprire anche i file nella radice.
Se il tuo sito è su TuoSitoFacile
Ogni sito pubblicato con TuoSitoFacile espone già il proprio llms.txt, generato dai contenuti che hai inserito, insieme a un robots.txt configurato per non bloccare i crawler degli assistenti AI. Non devi scrivere niente a mano e non devi caricare file via FTP.
Nella sezione GEO del pannello trovi anche la verifica di quello che conta davvero: se ChatGPT, Claude e Gemini citano la tua attività quando qualcuno chiede un consiglio nel tuo settore e nella tua zona, e quali concorrenti vengono nominati al posto tuo. Quella è la misura che dice se il lavoro sta funzionando.
Se vuoi provarlo, puoi partire gratis senza carta di credito.
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