Sito web per avvocati: la guida completa per presentare il tuo studio

Cosa includere, cosa dice il codice deontologico forense sulla pubblicità, riservatezza dei clienti e prezzi reali.
Per uno studio legale il sito è spesso il primo modo in cui un potenziale cliente valuta la tua competenza, prima ancora del primo contatto. A differenza di molti altri settori, la professione forense ha regole precise su cosa puoi comunicare pubblicamente. Questa guida copre cosa includere, cosa permette il codice deontologico, la riservatezza dei clienti, e quanto costa davvero farlo.
Cosa deve avere il sito di uno studio legale
Gli elementi essenziali, senza bisogno di decine di pagine:
- Chi sei e di cosa ti occupi: nome, iscrizione all'Albo, aree di specializzazione (diritto civile, penale, del lavoro, di famiglia, e così via). Chi cerca un avvocato online vuole capire in pochi secondi se ti occupi del suo caso.
- L'organizzazione dello studio: se sei solo o in team, da quanto tempo esercita lo studio, eventuali collaborazioni.
- Contatti diretti: telefono, email, indirizzo dello studio, e possibilmente un form per una prima richiesta di informazioni.
- Modalità di lavoro: se offri una prima consulenza, se ricevi anche a distanza, come funziona il primo contatto.
Cosa evitare: non citare mai il nome di un cliente o i dettagli di un caso specifico, nemmeno con il suo consenso. È una delle poche regole assolute del codice deontologico forense, proprio per tutelare la riservatezza di chi si è rivolto a te.
Cosa puoi scrivere: il codice deontologico forense sulla pubblicità
Dal 2016 il Codice Deontologico Forense permette agli avvocati di fare pubblicità informativa con qualsiasi mezzo, incluso il web, dopo che per anni le regole erano molto più restrittive. Quello che oggi puoi comunicare:
- La tua attività professionale, l'organizzazione dello studio, le specializzazioni e i titoli professionali e scientifici che possiedi
- Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette, non equivoche
Quello che il codice non permette:
- Rivelare il nome dei tuoi clienti, anche se questi acconsentissero
- Pubblicità comparativa o denigratoria verso altri colleghi
- Messaggi ingannevoli, suggestivi, o che promettono risultati
- Accaparramento di clientela: il cliente deve arrivare a te per una scelta libera e informata, non per una sollecitazione insistente
Il principio di fondo è lo stesso di altre professioni regolamentate: informazione sì, propaganda no. Se un testo ti sembra al limite, il tuo Ordine di appartenenza può darti un parere preventivo.
Riservatezza e privacy
Oltre al divieto specifico sui nomi dei clienti, valgono le regole generali sulla protezione dei dati personali per qualsiasi modulo di contatto sul sito:
- Il consenso al trattamento dei dati per un form di contatto deve essere esplicito.
- Se il sito raccoglie informazioni su un caso specifico prima ancora del primo colloquio, tratta quei dati con la massima cautela: potrebbero già rientrare nel segreto professionale.
- Il banner cookie deve essere conforme, con il consenso raccolto prima che si carichino strumenti di tracciamento.
Quanto costa davvero: le tre strade
- Agenzia web: per un sito professionale di uno studio legale, il costo tipico va da 1.500 a 3.000 euro, più manutenzione ricorrente. Ha senso se vuoi zero pensieri tecnici e un progetto su misura.
- WordPress fai da te: software gratuito, ma hosting a parte (15-30 euro al mese) e diverse ore per configurarlo. Ha senso se hai tempo e vuoi il massimo controllo.
- Builder AI (TuoSitoFacile): descrivi lo studio e il sito è pronto in pochi minuti, poi lo modifichi scrivendo in italiano cosa cambiare. Piano Free per sempre su sottodominio, oppure Smart a 9 euro al mese con dominio .it incluso. Se vuoi vedere un esempio già pronto per uno studio legale, c'è una pagina dedicata con un modello per avvocati.
Domande frequenti
Posso pubblicare i risultati ottenuti per un cliente sul mio sito?
No, non in modo che permetta di identificare il cliente o il caso, nemmeno con il suo consenso: è uno dei pochi divieti assoluti del codice deontologico forense.
Posso usare i social media per farmi conoscere?
Sì, dal 2016 il codice deontologico permette la pubblicità informativa con qualsiasi mezzo, social inclusi, purché il contenuto rispetti gli stessi principi di trasparenza e correttezza.
Devo comunicare al mio Ordine che ho aperto un sito?
Le vecchie regole che richiedevano una comunicazione preventiva sono state abrogate nel 2016. Resta comunque buona pratica verificare con il proprio Ordine territoriale se ci sono indicazioni locali specifiche.
Quanto tempo serve per avere il sito online?
Con un builder AI, pochi minuti per la generazione e qualche ora per rifinire testi e dettagli. Con WordPress o un'agenzia, da alcune settimane a un paio di mesi.
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Nessuna registrazione. Provalo gratis e pubblicalo con il piano Free, oppure passa a Smart quando vuoi il dominio .it.
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