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Diritto d'autore e diritto all'immagine: la guida per fotografi

Fotocamera su un tavolo con un documento e una penna, a rappresentare la liberatoria fotografica e gli aspetti legali della fotografia professionale

Due diritti distinti che spesso si confondono: quello sulla foto come opera, e quello della persona fotografata. Ecco come non sbagliare quando pubblichi.

Se pubblichi le tue foto online, sul sito o sui social, ci sono due diritti distinti da conoscere, e la confusione tra i due è la causa più comune di problemi legali per un fotografo: il diritto d'autore che hai tu sulla fotografia come opera, e il diritto all'immagine della persona che hai fotografato. Sono due piani che possono coesistere ma non si sovrappongono: avere il diritto di usare una fotografia non significa automaticamente essere autorizzato a pubblicare l'immagine della persona ritratta.

Il tuo diritto d'autore sulla fotografia

Come fotografo, hai un diritto d'autore sulle immagini che scatti, protetto dalla Legge sul Diritto d'Autore (L. 633/1941). Questo diritto è tuo indipendentemente da cosa o chi hai fotografato: riguarda la fotografia come opera creativa, non il soggetto ritratto. È il motivo per cui, per esempio, un cliente che ti paga per un servizio fotografico non acquisisce automaticamente il diritto di rivendere o modificare le tue foto, a meno che il contratto non lo preveda esplicitamente.

Il diritto all'immagine di chi fotografi

Qui entra in gioco un principio diverso e separato: l'articolo 96 della Legge sul Diritto d'Autore stabilisce che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso, salvo eccezioni previste dalla legge. L'articolo 10 del Codice Civile aggiunge una tutela simile quando la pubblicazione lede onore, reputazione o decoro della persona. In pratica: anche se la foto è tua, pubblicare il volto riconoscibile di qualcuno richiede il suo consenso, salvo i casi specifici in cui la legge lo esclude.

Quando serve davvero la liberatoria

La liberatoria fotografica è il documento con cui la persona ritratta autorizza la pubblicazione della sua immagine. È sempre obbligatoria per un uso commerciale o pubblicitario delle foto. È fortemente consigliata anche per foto scattate a eventi pubblici, se poi pubblicate. Un principio utile da ricordare: scatto e diffusione sono due atti distinti, con regole proprie. Il consenso di qualcuno a farsi fotografare non equivale automaticamente al consenso a pubblicare quella foto: sono due momenti diversi, e vale la pena chiarirli entrambi prima di pubblicare, non dare per scontato l'uno conoscendo solo l'altro.

Minori e situazioni particolari

Se fotografi minori, la liberatoria deve essere firmata da un genitore o da chi ne ha la tutela legale. Per foto di street photography in luoghi pubblici, lo scatto in sé è generalmente lecito, ma il limite riguarda la diffusione di volti riconoscibili: per mostre, pubblicazioni o vendita di stampe, è comunque consigliato acquisire una liberatoria.

Cosa scrivere in una liberatoria

Una liberatoria scritta dovrebbe indicare chiaramente: chi è autorizzato a usare le immagini (te, un cliente, entrambi), per quali finalità, su quali canali (sito, social, materiale promozionale), per quanto tempo, e se sono previsti compensi. Deve anche includere un'informativa sul trattamento dei dati personali secondo il GDPR, dato che un'immagine di una persona riconoscibile è considerata un dato personale, e il consenso deve essere sempre informato e revocabile in qualsiasi momento. Se vuoi vedere un esempio di sito già pronto per un fotografo, con portfolio organizzato e galleria, c'è una pagina dedicata.

Se pago un fotografo, posso pubblicare le foto ovunque voglia?

Dipende dal contratto. Il fotografo mantiene il diritto d'autore sulla foto come opera, a meno che il contratto non ceda esplicitamente diritti più ampi. Verifica sempre cosa prevede l'accordo prima di dare per scontato un uso illimitato.

Serve la liberatoria anche per foto scattate a un matrimonio o un evento privato?

Se le foto restano tra i partecipanti e non vengono pubblicate, il rischio è basso. Se il fotografo vuole pubblicarle nel proprio portfolio, meglio chiarirlo in anticipo con gli sposi e, se ci sono altri invitati riconoscibili, valutare il loro consenso.

Cosa succede se pubblico una foto senza liberatoria e qualcuno si oppone?

La persona ritratta può chiedere la rimozione dell'immagine e, in alcuni casi, un risarcimento se la pubblicazione ha causato un danno. È molto più semplice prevenire la situazione con una liberatoria chiara fin dall'inizio.

Le foto di opere d'arte o architettura richiedono una liberatoria?

No, la liberatoria riguarda le persone, non gli oggetti o gli edifici. Per opere d'arte protette da diritto d'autore proprio, però, potrebbe servire il consenso dell'autore dell'opera fotografata, un tema distinto dal diritto all'immagine delle persone.

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