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Sito web per psicologi: la guida completa per presentarti online

Scrivania di uno studio di psicologia con blocco note e penna, a rappresentare la preparazione dei contenuti per il sito professionale

Cosa includere, cosa dice il codice deontologico sulla pubblicità, GDPR per i dati sanitari e prezzi reali: tutto quello che ti serve prima di partire.

Se sei psicologo o psicoterapeuta, il tuo sito è spesso il primo contatto che un potenziale paziente ha con te, prima ancora della prima telefonata. A differenza di altri settori, però, non puoi scrivere quello che vuoi: la professione ha regole precise su cosa si può comunicare pubblicamente. Questa guida copre cosa includere, cosa dice il codice deontologico, come gestire i dati sensibili, e quanto costa davvero farlo.

Un sito efficace per uno studio di psicologia ha pochi elementi essenziali, non decine di pagine:

  • Chi sei: titolo di studio, specializzazione, iscrizione all'Ordine con numero di iscrizione. Sono le informazioni che un paziente cerca per primo per verificarti.
  • Come lavori: l'approccio teorico (per esempio cognitivo comportamentale, sistemico relazionale), le aree di intervento (ansia, coppia, adolescenti, e così via), e se ricevi anche online.
  • Contatti e modalità di primo contatto: telefono, email, e possibilmente un modulo per richiedere un primo colloquio conoscitivo. Evita form troppo lunghi: chi cerca aiuto psicologico spesso non ha voglia di compilare questionari prima ancora di parlarti.
  • Sede e orari: anche solo la zona, se lavori anche da remoto.

Cosa evitare: recensioni o testimonianze di pazienti che descrivono la loro terapia. Oltre a un problema di riservatezza reale, rischia di somigliare a una promessa di risultato, cosa che il codice deontologico non permette (lo vediamo nel dettaglio sotto).

Cosa puoi scrivere: il codice deontologico sulla pubblicità

Gli psicologi italiani possono fare pubblicità informativa della propria attività, ma con paletti precisi, definiti dal Codice Deontologico degli Psicologi Italiani e dall'Atto di indirizzo del Consiglio Nazionale dell'Ordine in materia di pubblicità. In sintesi, quello che puoi comunicare:

  • Titoli di studio e specializzazioni conseguiti (non quelli in corso: niente "specializzando in...")
  • Le caratteristiche del servizio che offri e l'area di intervento
  • Prezzo e costi complessivi delle prestazioni, in modo trasparente

Quello che il codice non permette:

  • Il termine "esperto", considerato troppo generico e fuorviante
  • Promesse di risultato o guarigione, anche indirette
  • Pubblicità comparativa che sminuisce altri colleghi
  • Titoli conseguiti all'estero se non riconosciuti in Italia

Il principio di fondo, ripetuto più volte nel codice, è che il messaggio deve essere trasparente, veritiero, e rispettoso del decoro della professione: un sito informativo, non uno strillo pubblicitario. Se hai dubbi su un testo specifico, il tuo Ordine territoriale può darti un parere prima di pubblicarlo.

GDPR: attenzione ai dati sanitari

I dati sulla salute, inclusa la salute mentale, rientrano tra le categorie particolari di dati personali protette dal GDPR, con tutele più severe rispetto ai dati comuni. Cosa significa in pratica per il tuo sito:

  • Se hai un modulo di contatto o prenotazione, il consenso al trattamento dei dati deve essere esplicito, non una casella già spuntata.
  • Non pubblicare mai, nemmeno in forma anonima, dettagli che potrebbero far risalire a un paziente specifico (anche i casi di studio vanno trattati con estrema cautela).
  • Il banner cookie deve essere conforme, con il consenso raccolto prima che si carichino strumenti di tracciamento.

Un sito generato con un builder pensato per attività italiane include già questi accorgimenti di base, ma vale sempre la pena controllarli manualmente prima di pubblicare.

Quanto costa davvero: le tre strade

  • Agenzia web: per un sito professionale con poche pagine, il costo tipico va da 1.200 a 2.500 euro, più manutenzione ricorrente. Ha senso se vuoi zero pensieri tecnici e hai budget per delegare tutto.
  • WordPress fai da te: software gratuito, ma hosting a parte (15-30 euro al mese) e diverse ore per configurarlo bene. Ha senso se hai tempo e vuoi controllo totale.
  • Builder AI (TuoSitoFacile): descrivi la tua attività e il sito è pronto in pochi minuti, poi lo modifichi scrivendo in italiano cosa vuoi cambiare. Piano Free per sempre su sottodominio, oppure Smart a 9 euro al mese con dominio .it incluso. Se vuoi vedere un esempio già pronto per la professione, c'è una pagina dedicata con un modello per psicologi.
Posso pubblicare recensioni di pazienti sul mio sito?

È sconsigliato. Oltre al problema di riservatezza, una recensione che descrive un miglioramento rischia di somigliare a una promessa di risultato, che il codice deontologico non permette.

Devo indicare il numero di iscrizione all'Ordine?

È una delle informazioni che rendono il sito trasparente e verificabile, in linea con i principi del codice deontologico. È buona pratica includerlo insieme al titolo professionale.

Posso offrire consulenza online tramite il sito?

Sì, indicarlo è consentito come caratteristica del servizio. Verifica comunque le indicazioni specifiche del tuo Ordine territoriale su psicoterapia e consulenza a distanza, perché in alcuni casi ci sono limitazioni particolari.

Quanto tempo serve per avere il sito online?

Con un builder AI, pochi minuti per la generazione e qualche ora per rifinire testi e dettagli. Con WordPress o un'agenzia, da alcune settimane a un paio di mesi.

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Nessuna registrazione. Provalo gratis e pubblicalo con il piano Free, oppure passa a Smart quando vuoi il dominio .it.

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